La storia con Alice era iniziata col botto, lei era bella leggera, sfolgorante, capace di portarti fuori di testa in pochi secondi, di farti sognare e di vivere cento vite diverse.
Lui ne fu talmente preso che abbandonò moglie e figli per stare con lei. Rinunciò alle vecchie amicizie per frequentare gli amici di lei, che erano pure simpatici e divertenti, ma che alla lunga si rivelarono inaffidabili e volubili.
Del resto anche Alice non mantenne tutte le promesse: c’era sempre una sensazione di provvisorio, di fasullo che aleggiava nell’aria, anche se i suoi sorrisi riuscivano spesso a dileguarla.
Col tempo fu sempre più difficile evitare la realtà, Alice era una farfalla assolutamente inadadatta ad un rapporto serio, anche la realtà con lei sembrava una fiaba, o qualche volta un incubo.
Quando scoprì tutta la verità, dopo un lungo periodo di voluta cecità, nessuno fu in grado di aiutarlo, i vecchi amici erano spariti ed i nuovi sembravano solo ombre.
Adesso si trovava a guardare giù appoggiato al parapetto di un viadotto: dopo un salto di una cinquantina di metri, in fondo, tra sterpaglie, sassi e immondizia, scorreva un torrente nero di fango e scarichi industriali. Scavalcò il parapetto e vi ci si appoggiò tremante, guardò giù, poi chiuse gli occhi e gridò.
La scatoletta scura del modem adsl cadde e velocemente sparì tra le acque sporche.
- Addio Alice, torno alla realtà.-
Rapporto emotivo con oggetto scenico.
Fuori è Via del Governo Vecchio, dentro è Gardenia. Un pub con uso di piano bar.
Dal semibuio un chiunque sottofondeggia una canzone.
Gardenia e poi
bicchieri vuoti tra di noi
su marmo freddo come te
che cerchi una storia che non c’è.
Gardenia e poi
ingannevole musica per noi
confusione un po’ così
ed io che non ricordo come finì.
Non alzi lo sguardo, che non abbandona i bicchieri vuoti sul tavolino.
La lampada sospesa decide di riempirli di luce ed oscurare il resto.
Il riflesso ti arriva sul volto e segna la tua distanza.
Non parli, non parlo.
Bicchiere di destra e bicchiere di sinistra, per poco ancora vicini, ormai vuoti.
Eppure sei lì a guardarli, a rimbalzarci sopra pensieri stanchi di diventare parole.
Rapporto emotivo con oggetto scenico. Prende vita quando l’oggetto è occasionale o puramente strumentale e la sua manipolazione inconsapevole. L’azione diventa una scrittura scenica che può essere letta nelle più sottili sfumature da chi assiste. L’attore narra inconsapevolmente l’intera parabola di uno stato d’animo nelle sue varie fluttuazioni. La comunicazione muta risulta spesso più esauriente di quella verbale. Non di rado la tecnica del rapporto emotivo con oggetto rivela all’attore sue tendenze interiori da lui stesso ignorate.
Sembra che tu stia cercando qualcosa? Ma no, semmai come constatando. Anzi vedendo. Semplicemente ed asetticamente vedendo. Senza niente di oltre.
Aspetti solo che fatalmente qualcuno porti via i bicchieri. Il segnale per andartene. Per alzare definitivamente lo sguardo.
“Amico, Tu comprare rosa Signorina?”
E affonda la rosa tra i bicchieri.
“Bella rosa per bella Signorina…”
Alzi lo sguardo.
“Amico, solo uno euro, amico”
Altre due rose invadono il tavolo.
“Tre rose due euri, bella Signorina”.
chissà che cosa vuoi
comunque domani lo so
accanto a te mi sveglierò.
Gardenia e poi
un altro wisky farmi male non può
più di quanto male ho
tanto la musica sempre più confusa non l’ascolterò.
Gardenia e poi
oggi sono io, ieri eravamo noi,
Gardenia e poi
oggi sono io, ieri eravamo noi.
1 – CULI DI MARMO – FACCE DI BRONZO di Finto Brass.
Una viaggio nel profondo animo del re del para-culo. Garantiti tutti i retroscena!
2 – L’UOMO IN. VISIBILE? (Mi si nota di più se…) di Vani Moretti.
La storia di un genio che rischia di diventare invisibile (invivibile lo era già). Per evitare questo prima fa i girotondo, poi va a caccia di caimani, rischiando molto. Alla fine rifà Brando in una scena al burro con Isabella Ferrari, alla faccia del colesterolo!
3 – IL PLACIDO DON di Michail Placido.
Don Michele vuol dimostrare di non essere solo un attore: si libera dai tentacoli della piovra e diventa regista. Prima denuda Accorsi e poi fa cantare la banda della Magliana. Si prevede un futuro nella pubblicità.
4 – BESAME MUCHINO di Gabriele Muccino con Silvio Muccino.
Due fratelli vogliono far strada nel cinema: uno come attore e l’altro come regista. Dopo alterne vicende si accorgeranno di avere fallito. Vivranno infelici ed arricchiti.
L'ORLO DELL'ABISSO
Un sarto sardo sordo ha una passione sordida. Una storia con tanti risvolti
VIA COL VANTO
Bella nel suo pallore gonfiato.
LEI NON SA CHI SONO IO!
- Documenti.
C'era un vicolo cieco che tirava avanti come poteva cercando di darsi una ragione di vita. Ogni notte però andava in crisi perchè passata una certa ora, quando tutti dormivano, diventava anche muto.
- Passi per la cecità, ma anche muto no. Non lo sopporto! - disse buttandosi da un piano regolatore. Morì sul colpo.
Finalmente la frase aveva maturato il punto e lei ci salì sopra, respirò profondamente, gettò lo sguardo al rigo sottostante e vide la pagina che scorreva bianca.
Si accorse che la osservavo e mi chiese: ”Sai dov’è Corso della Scrittura Creativa ?”
Le indicai la strada che costeggiava la pagina bianca fino a Piazza dell’altro Punto.
Il suo momento era quello in cui si diventa figli di se stessi: quando ciò che sei nasce da quello che sei stato, senza possibilità né voglia di alibi.
Aveva desiderio di nuovo, anche di prove nuove: magari scrivere un libro.
Dall’alto intravedeva sotto il bianco della pagina un disordinato e discontinuo rifluire ora di ricordi, ora di sensazioni, ora di idee disparate.
Nascessero con lei anche loro!
Tanto gentile e tanto onesta era
la voglia sua dell’esser or pubblicata,
ma un po’ di lite avendo con la vita,
dolce parea ed al par tempo fiera.
Ella era lì, pronta a cominciare
con fragil grinta ma alquanto risoluta,
senza che affatto fosse trattenuta